Ihre Browserversion ist veraltet. Wir empfehlen, Ihren Browser auf die neueste Version zu aktualisieren.

Comitato d’iniziativa «Sì al divieto
di dissimulare il proprio viso»

Casella postale 54
8416 Flaach

info@divieto-dissimulazione-del-volto.ch
Telefono: +41 (0)52 301 31 00

Coordinate bancarie:

Postfinance
C.C.P. : 89-105410-9
IBAN: CH09 0900 0000 8910 5410 9

A favore di: 
Comitato d‘Egerkingen, 8416 Flaach

Social Media

Segnala questa pagina su

Depositata l’iniziativa popolare «SÌ al divieto di dissimulazione del viso»

Il Comitato di Egerkingen ha depositato oggi, venerdì 15 settembre 2017, alla Cancelleria federale l’iniziativa popolare federale «SÌ al divieto di dissimulazione del viso» – sostenuta da 106'600 firme certificate. Sull’esempio dell’articolo costituzionale ticinese, l’iniziativa chiede un divieto nazionale di dissimulazione del viso negli spazi pubblici.

La Svizzera è dedita a una tradizione di libertà. Persone libere, donne e uomini, si guardano in faccia gli uni con gli altri quando parlano fra di loro. Come perfino la Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito in una sentenza del 1° luglio 2014, la dissimulazione del volto negli spazi pubblici, volontaria o imposta che sia, è in conflitto con la convivenza liberale in una libera società. Il divieto di dissimulazione del viso, per motivi religiosi, negli spazi pubblici è perciò proporzionato e non viola né la libertà di religione, né quella d’opinione. Né tantomeno costituisce una discriminazione.

L’iniziativa «SÌ al divieto di dissimulazione del viso» mira tuttavia espressamente anche alla dissimulazione del viso per motivi criminali, distruttivi e vandalici. Il divieto ancorato nella Costituzione federale della dissimulazione del viso da parte di persone che intendono commettere dei reati, assicura la tutela dell’ordine pubblico. Noi diciamo basta con i vandali che, per dare sfogo alla loro brama di distruzione e di violenza, nascondono il loro volto al fine di potere, senza essere riconosciuti, aggredire e mettere in pericolo delle persone nell’ambito delle cosiddette «passeggiate serali antifasciste» che possono causare danni per milioni di franchi!

Concretamente, l’iniziativa popolare «SÌ al divieto di dissimulazione del viso» chiede:

1. Nessuno può dissimulare il proprio viso negli spazi pubblici né nei luoghi accessibili al pubblico o nei quali sono fornite prestazioni in linea di massima accessibili a ognuno; il divieto non si applica ai luoghi di culto.

2. Nessuno può obbligare una persona a dissimulare il viso a causa del suo sesso.

3. La legge prevede eccezioni. Queste possono essere giustificate esclusivamente da motivi inerenti alla salute, alla sicurezza, alle condizioni climatiche e alle usanze locali.

La Svizzera è vincolata alla tradizione della libertà. Esseri umani liberi, donne e uomini si guardano in faccia quando parlano fra di loro. Chi è libero non nasconde il suo viso. Nessuno in Svizzera, paese della libertà, può essere obbligato a nascondere il suo viso! 

ATTUALITÀ

Comunicato stampa per il lancio dell’iniziativa popolare «Sì al divieto di dissimulare il proprio viso»

«Chi è libero non nasconde il suo viso»

Il Comitato di Egerkingen lancia un’iniziativa popolare federale per un divieto a livello nazionale di dissimulazione del viso negli spazi pubblici, sul modello dell’articolo costituzionale ticinese. Nessuno in Svizzera, paese della libertà, può essere obbligato a nascondere il suo volto! >> più

La situazione giuridica

In Francia il divieto della dissimulazione del volto è in vigore. Una Francese musulmana inoltrò un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo, la cui sentenza del 1° luglio 2014, stabilì quanto segue:

La dissimulazione volontaria o coercitiva del volto negli spazi pubblici è in contrasto con la coesistenza liberale in una società libera. La comunità può interpretare tale dissimulazione del volto come un attentato al diritto dell’altro di mostrarsi liberamente, quindi alla convivenza in una società libera. Il divieto di burqa e niqab negli spazi pubblici è perciò proporzionato e non lede né la libertà di religione né quella d’opinione. E non costituisce una discriminazione.

Sulla base di questa sentenza di Strasburgo, il Consiglio federale ha giudicato legalmente e costituzionalmente applicabile la decisione del sovrano ticinese a favore di un divieto cantonale di dissimulazione del viso.